
Il movimento No Tav chiama a raccolta l'Italia intera e, dopo gli arresti, annuncia una nuova manifestazione in valle di Susa. «Visto che hanno colpito i No Tav per dare una prova di forza a tutto il paese, inviteremo in valle tutti i movimenti di protesta. Ma alle nostre condizioni e con i nostri metodi», dice Alberto Perino, uno dei portavoce No Tav. Un segnale forte da parte del movimento che si dice per nulla intimidito dagli arresti che ieri notte hanno portato in carcere 25 attivisti, responsabili degli scontri del 27 giugno e del 3 luglio. «Vogliono spaventarci mandandoci in galera ma era una possibilità che noi avevamo messo in conto fin dal 2005. Questa è la disobbedienza civile», continua Perino che definisce l'azione della Digos «un'operazione poliziesca di stampo fascista fatta non per fermare il movimento No Tav, ma per l'Italia, per tutti quelli che ora alzano la testa». Tagliare le gambe ai No Tav per frenare le proteste che, dai taxisti agli autotrasportatori, stanno scuotendo il paese: questa la posizione del movimento che si dice più unito che mai. «Hanno cercato di criminalizzarci e di dividere i buoni dai cattivi, presentando un'immagine falsata del movimento in mano a frange oltranziste. Non è vero: gli arrestati sono tutti No Tav».
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